L’Africa nella letteratura italiana (post)coloniale – CFP

Convegno Internazionale

L’Africa nella letteratura italiana (post)coloniale: memoria, percezioni e rappresentazioni

 

Università di Dschang (Camerun)

6 e 7 novembre 2019

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L’Africa costituisce un topos di rilievo nella letteratura italiana contemporanea. La tematica africana è già presente nel Medioevo letterario, sia nella Commedia di Dante, sia con il poema epico Africa di Petrarca, scritto in omaggio alle gesta di Publio Cornelio Scipione, detto l’Africano ; Boccaccio ritrae la figura dell’ammiraglio d’Alessandria d’Egitto nel suo Filocolo e quella di Africo del testo mitologico Ninfale fiesolano.

Se l’epica rinascimentale conserva un ricco immaginario del continente africano con la vicenda del re Agramante nell’Orlando furioso, occorre attendere l’Ottocento per assistere al pieno ingresso dell’Africa nella letteratura italiana. Con le esplorazioni (il Cardinale Guglielmo Massaja, Romolo Gessi, Giacomo Bove, Giovanni Miani e altri) seguite dal cosiddetto scramble for Africa, il neonato Regno d’Italia si avvicina al territorio africano dando luogo a volumi scientifici come L’Anatomia del negro (Torino, Tipografia Vercellino e Comp., 1878) di Carlo Giacomini, professore di Anatomia umana e allora direttore del Museo anatomico dell’Università di Torino e a testi come Fino a Dogali di Alfredo Oriani.

Con la politica coloniale giolittiana e poi fascista, la letteratura italiana del Novecento entra nel pieno della tematica africana muovendosi globalmente nella prospettiva di uno spazio marginale e arretrato, sulla scia di scrittori come Joseph Conrad (Cuore di tenebra) e con echi risalenti perfino alla Bibbia. Le formule compositive del periodo del ventennio fascista, oltre ai volumi poetici di Marinetti (Poema africano) e a componimenti di Ungaretti (« Ricordo d’Africa »), oscillano tra tradizione novecentesca (Bacchelli) e prosa di viaggio corredata da immagini (Vergani) sul modello del Voyage en Orient di Chateaubriand. Tuttavia l’ideologia fascista, attenta alla dominazione del territorio entro e fuori dai confini nazionali, spinge numerosi romanzieri ad evocare costantemente l’Africa, basti ricordare l’opera di Buzzati e Levi.

Negli anni Trenta e nel secondo dopoguerra si verifica un intreccio forte tra il racconto delle guerre mondiali e le evocazioni o rappresentazioni delle guerre italiane in Africa, da Lussu a Tobino, senza dimenticare Diario d’Algeria di Sereni. Illustrativo in tal caso è il fatto che l’antifascismo dell’immediato secondo dopoguerra si serva molto delle lotte africane del regime (Flaiano), oltre al fatto che certi romanzi della tradizione novecentesca non mancano di evocare l’Africa, come accade ne Il gattopardo.

La seconda metà del XX secolo è dominata dalla prosa di viaggio che sviluppa all’interno della letteratura italiana un certo « realismo estero » ispirato dalle esplorazioni del continente nero da parte di Hemingway, Dumont o Céline, come si nota in molti testi di Moravia (grande visitatore dell’Africa dopo la stagione romanzesca sulla borghesia italiana conclusasi con La noia), Pasolini, Tabucchi, Leonetti e Celati.

Non mancano all’appello autori del Duemila, dallo stesso Celati a Domenichelli, seguiti da giovani scrittori come Brizzi, Gradoni, Longo, Morra, Andreoli, Cavallo. Molto significativo fra questi il volume L’Africa non esiste di Biondillo.

A partire dagli ultimi decenni del Novecento emerge inoltre una nuova prospettiva letteraria con la cosiddetta letteratura italofona della migrazione prodotta da autori di origine africana, scrittura che testimonia le trasformazioni sociali e culturali del paese a seguito delle ondate migratorie provenienti dal Sud-Est del mondo. Le complesse questioni migratorie conducono gli scrittori di origine africana o italo-africana a raccontare al contempo l’Italia e le proprie terre d’origine. Questa produzione letteraria ha un impatto anche sulle questioni identitarie che oscillano tra il desiderio di integrazione all’interno del paese d’accoglienza e il bisogno di evocare la memoria individuale e talvolta collettiva della cultura d’origine.        Questo breve excursus sulla presenza del continente nero nella letteratura italiana mostra il passaggio graduale da un’Africa sognata ed astratta ad un’Africa reale, vissuta e condivisa. Se l’Istituto Italo-Africano osservava in un articolo compreso nel volume Fatti e cronache della politica estera italiana che « L’Africa per molti di noi (italiani) è un sogno: per le sue bellezze naturali, per la diversità delle sue culture e per la ricchezza della sua civiltà (…) L’Africa costituisce, infatti un immenso continente proiettato verso il futuro, che deve rimanere al centro della nostra attenzione e dei nostri interessi (…) essa sarà in grado di riscuotere nei prossimi decenni grandi successi », occorre tuttavia riflettere, in modo più approfondito, sulle modalità di rappresentazione dell’Africa all’interno della cultura italiana contemporanea. Tale riflessione inizierà in occasione del Convegno Internazionale di Dschang e continuerà attraverso altri due incontri che avranno luogo all’Università Paul-Valéry Montpellier 3 e all’Università per Stranieri di Siena nel 2020. I contributi dei tre incontri verranno pubblicati in un unico volume.

I diversi interventi ci permetteranno di sviluppare i seguenti temi:

  1. Memorie e racconti (post)coloniali ;
  2. Percezioni e rappresentazioni dell’alterità africana ;
  3. Africa e identità italiana ;
  4. Meticciato e dinamiche identitarie africane nella letteratura italofona della migrazione ;

 

Le proposte di intervento in italiano o in francese (riassunto da 200 a 250 parole e brevissima nota bio-bibliografica del relatore, da 4 a 5 righe, carattere times 10) dovranno pervenire entro e non oltre il 30 giugno 2019 ai seguenti indirizzi di posta elettronica:

akieudji@yahoo.fr

flaviano.pisanelli@univ-montp3.fr

siebetcheu@unistrasi.it

Il comitato scientifico confermerà l’accettazione delle proposte di intervento entro il 30 luglio 2019.

Il convegno si terrà all’Università di Dschang (Camerun) il 6 e 7 novembre 2019. I contributi saranno pubblicati esclusivamente in lingua italiana (le norme redazionali saranno precisate ulteriormente).

Il convegno è a partecipazione gratuita e prevede inoltre di offrire ai partecipanti albergo per i 3 pernottamenti dal 5 all’8 novembre, pasti dei giorni 6 e 7, trasporto dall’aeroporto di Douala (il più vicino, distante 200 km circa) alla città di Dschang, e eventualmente rimborso parziale del biglietto aereo o spese di trasporto da altre città del Camerun.

 

Comitato Scientifico :

Colbert AKIEUDJI (Univ. Dschang)

Pietro CATALDI (Univ. per Stranieri di Siena)

Silvia CONTARINI (Univ. Paris Nanterre)

Yannick GOUCHAN (Univ. Aix-Marseille)

Flaviano PISANELLI (Univ. Paul-Valéry Montpellier 3)

Sebastiano Antonio PRETE (Univ. degli Studi di Siena)

Raymond SIEBETCHEU (Univ. per Stranieri di Siena)

Jean-Charles VEGLIANTE (Univ. Paris 3-Sorbonne Nouvelle)

 

Comitato d’organizzazione :

Colbert AKIEUDJI (Univ. Dschang)

Flaviano PISANELLI (Univ. Paul-Valéry Montpellier 3)

Raymond SIEBETCHEU (Univ. Stranieri di Siena)

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